Il fondatore e primo
direttore responsabile
fu il giornalista e scrittore
Silvio Spaventa Filippi,
che ne rimase il direttore fino alla sua morte nel
1931, ma l'idea della
pubblicazione fu dell'educatrice
Paola Lombroso Carrara,
figlia del celebre
Cesare Lombroso.
Nell'editoriale di quel primo numero, titolato
"Come fu e come non fu...", il direttore tracciò le linee guida del piano
editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista
sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di
importanza il
Corriere della Sera.
Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei
figli della nascente borghesia, fedele lettrice del "Corriere", ma non
soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie.
Il "Corriere dei Piccoli" divenne subito una
lettura di riferimento per diverse generazioni di bambini e ragazzi
italiani. Quando nacque, le storie per bambini erano d'impronta nazionale,
si richiamavano cioè alla pedagogia del Risorgimento.
Il giornale si distinse dalla corrente principale
pubblicando la versione italiana di numerosi fumetti americani, che
raccontavano storie spontanee e divertenti:
- Bibì e Bibò (The Katzenjammer Kids,
creati nel 1897)
- Fortunello (Happy Hooligan, nato
nel 1899)
- Arcibaldo e Petronilla (Jiggs &
Maggy)
Le tavole delle storie non avevano le nuvolette ma
erano sottotitolate da filastrocche in
rima baciata. Da
ricordare anche Mammola e Medoro e poi Gibernetta e ancora Pier Cloruro de
Lambicchi e la sua Arcivernice, Quadratino, Il Collegio La Delizia...
Ancora più famose le rime baciate del "Signor
Bonaventura" di
Sergio Tofano,
apparso il
28 ottobre
1917, che iniziava
ogni avventura con la fatidica frase: "Qui comincia l'avventura del Signor
Bonaventura...", e terminava invariabilmente ricevendo in premio un assegno
da un milione.
Lettura sicura e affidabile per i genitori, che
tornavano a casa dall'edicola con il Corrierino insieme con il Corriere "dei
grandi", il giornale continuò con gli stessi contenuti e la stessa grafica
almeno fino alla direzione di
Giovanni Mosca, che
diminuì le storie a fumetti a favore dei racconti e delle letture. Con la
direzione di
Guglielmo Zucconi,
dal
1961, si puntò di più
a pubblicare fumetti adatti ad un pubblico di ragazzi, tanto da introdurre
un inserto, il Corriere dei Piccolissimi dedicato ai fratellini
minori.
Fumetti a parte, notevoli furono anche i racconti a
puntate e in epoca successiva le storie di
Gianni Rodari.
Uno dei punti di forza del settimanale fu poi il
Corrierino Scuola, inserto che per molti anni, durante il periodo
scolastico, pubblicò schede (da utilizzare per le ricerche), atlanti
geografici e storici, scenari naturalistici da completare e altri utili
sussidi. Un altro punto di forza furono i soldatini o i calciatori, le
bamboline di carta coi vestiti e gli accessori e tutta una serie di giochi e
di ambientazioni in carta tutti da incollare su cartoncino e ritagliare.
Tra le rubriche meritano una citazione: "La
palestra dei lettori", "Corrierino-club" e "Corrierino Sport".
La testata acquistò le caratteristiche di un vero e
proprio "familiare d'informazione" per ragazzi, per le rubriche di sport,
attualità, musica, cinema, scienza, curate da esperti del settore. A questo
punto, però, l'unica pecca del giornale era il nome, non più adatto al
pubblico cui si rivolgeva.