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 " CORRIERE dei PICCOLI"

(1908-2008)

 Mostra storica e documentaria in esposizione

 dal 19 febbraio al 6 marzo

nel salone del plesso Dante Alighieri

Tavole gentilmente offerteci dal

Circolo Culturale "Silvio Spaventa Filippi"

 - Fondazione Premio Letterario Basilicata -

Via Dante, 6 - Pontecagnano Faiano (SA)-per  gruppi prenotare al n° tel.  089385021

Vedi le foto

dell'inaugurazione

 

IL PRIMO NUMERO

Il fondatore e primo direttore responsabile fu il giornalista e scrittore Silvio Spaventa Filippi, che ne rimase il direttore fino alla sua morte nel 1931, ma l'idea della pubblicazione fu dell'educatrice Paola Lombroso Carrara, figlia del celebre Cesare Lombroso.

Nell'editoriale di quel primo numero, titolato "Come fu e come non fu...", il direttore tracciò le linee guida del piano editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di importanza il Corriere della Sera. Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei figli della nascente borghesia, fedele lettrice del "Corriere", ma non soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie.

Il "Corriere dei Piccoli" divenne subito una lettura di riferimento per diverse generazioni di bambini e ragazzi italiani. Quando nacque, le storie per bambini erano d'impronta nazionale, si richiamavano cioè alla pedagogia del Risorgimento.

Il giornale si distinse dalla corrente principale pubblicando la versione italiana di numerosi fumetti americani, che raccontavano storie spontanee e divertenti:

  • Bibì e Bibò (The Katzenjammer Kids, creati nel 1897)
  • Fortunello (Happy Hooligan, nato nel 1899)
  • Arcibaldo e Petronilla (Jiggs & Maggy)

Le tavole delle storie non avevano le nuvolette ma erano sottotitolate da filastrocche in rima baciata. Da ricordare anche Mammola e Medoro e poi Gibernetta e ancora Pier Cloruro de Lambicchi e la sua Arcivernice, Quadratino, Il Collegio La Delizia...

Ancora più famose le rime baciate del "Signor Bonaventura" di Sergio Tofano, apparso il 28 ottobre 1917, che iniziava ogni avventura con la fatidica frase: "Qui comincia l'avventura del Signor Bonaventura...", e terminava invariabilmente ricevendo in premio un assegno da un milione.

Lettura sicura e affidabile per i genitori, che tornavano a casa dall'edicola con il Corrierino insieme con il Corriere "dei grandi", il giornale continuò con gli stessi contenuti e la stessa grafica almeno fino alla direzione di Giovanni Mosca, che diminuì le storie a fumetti a favore dei racconti e delle letture. Con la direzione di Guglielmo Zucconi, dal 1961, si puntò di più a pubblicare fumetti adatti ad un pubblico di ragazzi, tanto da introdurre un inserto, il Corriere dei Piccolissimi dedicato ai fratellini minori.

Fumetti a parte, notevoli furono anche i racconti a puntate e in epoca successiva le storie di Gianni Rodari.

Uno dei punti di forza del settimanale fu poi il Corrierino Scuola, inserto che per molti anni, durante il periodo scolastico, pubblicò schede (da utilizzare per le ricerche), atlanti geografici e storici, scenari naturalistici da completare e altri utili sussidi. Un altro punto di forza furono i soldatini o i calciatori, le bamboline di carta coi vestiti e gli accessori e tutta una serie di giochi e di ambientazioni in carta tutti da incollare su cartoncino e ritagliare.

Tra le rubriche meritano una citazione: "La palestra dei lettori", "Corrierino-club" e "Corrierino Sport".

La testata acquistò le caratteristiche di un vero e proprio "familiare d'informazione" per ragazzi, per le rubriche di sport, attualità, musica, cinema, scienza, curate da esperti del settore. A questo punto, però, l'unica pecca del giornale era il nome, non più adatto al pubblico cui si rivolgeva.

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